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CAPITOLO XI.

UN'INVESTIGAZIONE  SU   CERTI  FENOMENI.

Ed ora veniamo alla nostra rappresentazione pubblica d'ipnotismo.  Sedetevi per favore.

La rappresentazione ipnotica.

Il pubblico è seduto e l'ipnotizzatore appare. Egli pronunzia un bel discorso di presentazione, dando alcuni cenni storici sull'ipnotismo ed il me­smerismo. Egli evita quelle parti scientifiche del soggetto che non servono a risvegliare l'interesse dell'uditorio; dimostra che l'opinione accettata comunemente, cioè che il soggetto ha una « volon­tà debole» ecc., è erronea e che, al contrario, solo coloro che hanno un potere di volontà e l'abi­lità di concentrazione, possono essere ipnotizzati. Egli espone la ormai troppo vecchia idea, che gli idioti, i pazzi ed i bambini non possono essere sottoposti all'influenza ipnotica e da ciò deduce che la possibilità di essere ipnotizzati è un onore ed una prova di forte mentalità, invece che il con­trario. Ciò naturalmente lusinga gli « iper-impressionabilì », che si affollano   sempre ad una rap presentazione pubblica d'ipnotismo, attratti dallo amore per le stranezze e dal fascino che tali rap­presentazioni sembrano esercitare su individui di questa specie.

L'appello ai  soggetti.

Quindi l'ipnotizzatore fa appello ai soggetti vo­lontari. L'uditorio sembra non aver fretta di rispondere, per quanto alcuni si agitino sulla sedia ed altri si alzino, quasi come per avanzarsi. L'ip­notizzatore incoraggia ed invita : « Venite, venite ora; su, bene, da questa parte; venite, su, da que­sta parte », ecc. ed il desiderio di avanzarsi au­menta sempre più. Finalmente un giovane si alza con impeto e quindi un altro dalla parte opposta della sala. Poi forse un terzo ed un quarto, finché si avanzano in massa. I primi a muoversi sono generalmente i soggetti pagati che viaggiano con l'ipnotizzatore ed il loro avanzarsi influenza gli « impressionabili » e gli « iper-impressionabili » che si trovano fra il pubblico e forse qualche cu­rioso indagatore. Questi soggetti pagati agiscono da « caproni» per il gregge umano.

Prova e scelta dei soggetti.

I soggetti volontari (compresi quelli pagati) sono adesso raggruppati in un grande semicircolo, intorno alla parte posteriore del palcoscenico. E quindi l'ipnotizzatore procede a « provarli ». Egli comincia con l'ordinar loro di guardarsi le mani, oppure di fissare qualche pietra lucente che hanno in dito. Dopo che si sono calmati e si sono resi passivi ed attenti, egli li chiama uno per uno e prova la loro impressionabilità. Generalmente co­mincia con i soggetti pagati, perchè sa precisa­mente ciò che faranno e la loro azione ha una potente impressione sugli altri a causa della sug­gestione per imitazione. Egli usualmente fa la prova del « cadere indietro ed in avanti » e, pro­babilmente, quella delle « mani legate » od altre semplici prove muscolari. Coloro che rispondono prontamente a queste prove vengono accettati e fatti sedere, mentre quelli non responsivi sono rimandati ai loro posti. L'ipnotizzatore deve avere delle « cose sicure » per lavorare con successo, producendo un pronto resultato e non può perdere il tempo a sviluppare i « soggetti », come fanno gli sperimentatori nei laboratori. Finalmente egli ha diviso le capre dalle pecore; le prime si sono ritirate fra il pubblico e le altre innalzate al posto d'onore sul palcoscenico, avendo esse superato con successo la loro iniziazione ed essendo divenute « soggetti accettati ».

La storia dei soggetti pagati.

Adesso ci occuperemo un momento dei « soggetti pagati ». Alcuni di essi sono a iper-impressionabili » genuini, affascinati dalla natura miste­riosa dell'« affare » e lusingati dal posto promi­nente che viene assegnato   loro   nella   rappreselitazione e che viaggiano con l'ipnotizzatore, dal quale ricevono un piccolo salario ed il manteni­mento. 1 « compari » sono individui di un'altra specie; essi lavorano solo per" danaro e, general­mente, sono « fachiri » e tali rimangono. Essi si sono allenati a sopportare il dolore; si lasciano infilare gli aghi nelle guancie e subiscono altri simili rudi trattamenti stabiliti in antecedenza. Imparano a rappresentare la loro parte, in taluni casi con un'abilità sorprendente e, molti di loro col tempo, crescono di grado e divengono attori di varietà, mentre pochi altri si innalzano ancora di più, sviluppando un talento genuino di veri artisti drammatici. La maggioranza però è costituita da giovani che viaggiano per divertirsi e che sono contenti di rappresentare la loro parte ricevendo in cambio il mantenimento, le spese di viaggio, un po' di danaro per le sigarette ed i vizi e la notorietà a buon mercato di una rappresentazione pubblica. I più esperti fra di loro chiedono e rice­vono salari sempre maggiori, via via che avanzano di grado e pochi « astri della scena », per questo genere di affari, percepiscono dei salari buonissi­mi; e, del resto, se li guadagnano. Questi « com­pari » mostrano spesso un'abilità considerevole nel campo della suggestione e guidano realmente i soggetti volontari mediante i loro propri atti e questi ultimi obbediscono con una resistenza mi­nima, per suggestione imitativa. Questi « astri della  scena » fra i  a compari » sono spesso altrettanto esperti quanto i loro principali e, di conse­guenza, una gran parte del successo del « tratteni­mento >>è dovuto ai loro sforzi.

Induzione del « sonno »  ( ?).

Il seguente stadio della rappresentazione è l'in­duzione del « sonno » ( ?) nei soggetti. Questo viene prodotto prima di tutto con l'indurre la fìs­sita delle, palpebre mediante il controllo musco­lare, del quale ho già parlato. Quindi l'ipnotizza­tore impartisce suggestioni di sonno, come per esempio: «Voi avete sonno, avete sonno, avete sonno, le vostre palpebre sono pesanti, pesanti, pesanti come il piombo; voi vi addormentate, vi addormentate », ecc. e quasi subito le teste dei « compari » e degli « iper-impressionabili » si pie­gano. Gli « impressionabili », che non sono re­sponsivi alle suggestioni di sonno, vengono riman­dati fra il pubblico e restano solo « i compari » e gli « iper-impressionabili », inclusi in questi ulti­mi gli attori salariati ed anche i volontari. Quindi l'ipnotizzatore ha ottenuto ciò che voleva. Egli ha un circolo « d'i per-impressionabili » e di compari che accetteranno qualsiasi suggestione che  egli impartirà loro e saranno responsivi a qualunque richiesta che indurrà in essi mediante impressione Milla loro Immaginazione Negativa.

La condizione di « sogno allo stato di veglia ».

« Ma sono essi veramente addormentati? » po­treste domandare. No! non sono addormentati.  La loro condizione è quella di uno stato di sonno­lenza, di «sogno allo stato di veglia», simile a quello che noi pure avremo certamente provato quando ci siamo perduti in fantasticherie od ab­biamo mantenuta « inerte la nostra mente ». Essi hanno avuto la sensazione di « sonnolenza », in­dotta in loro mediante la suggestione e l'influenza dell'ipnotizzatore che agisce sulla loro Immagina­zione Negativa, fino al punto di metterli in una condizione di sogno allo stato di veglia. Essi sanno ciò che avviene intorno a loro, comprendono che tutto quel che provano non è che un'illusione, ma sono talmente passivi che non sono in grado di controllare sufficientemente la loro immaginazio­ne, che è indotta e guidata dall'ipnotizzatore me­diante la sua Immaginazione Positiva e le sue sug­gestioni. E uno stato molto strano. Ho parlato con parecchi individui simili e credo di aver penetrato lo stato mentale esìstente in loro. Essi vivono in due mondi diversi. La loro Volontà è passiva e l'Immaginazione Negativa, o Fantasia è delle più attive e sotto il controllo dell'ipnotizzatore.

La spiegazione del  « giuoco dell'orso».

Un'illustrazione, che ho impiegato in alcune mie conferenze su questo soggetto, può darvi una idea più chiara del fatto. Ecco: Un gruppo di fan­ciulli sta giuocando all'« Orso ». Uno di essi è l'Or­so e cammina emettendo continui grugniti, dondo­lando la testa e mostrando ferocemente i denti. Gli altri figurano di aver paura, ma dopo un poco, un poco, inducono in loro stessi un senso di vero terrore, e la finta paura diviene quasi reale. (I fanciulli hanno un'Immaginazione Negativa mollo \ivi<la e spesso soffrono torture atroci a causa di stupide suggestioni, come quella del « Bau-Bau », dell'« Orso che vi acchiappa », dell'« Orco », ecc. La comprensione della suggestione mostrerebbe la follia e il delitto di simili insinuazioni). Il terrore dei fanciulli si acuisce sempre più e le lacrime si mescolano alle risa, mentre scappano il più lon­tano possibile dall« orso ». Alla fine, una delle bambine più piccole caccia un urlo e va a rifu­giarsi dalla mamma nascondendole la faccia in grembo e gridando: « Mandalo via! ». « Ma perchè Maria, non è un orso; è Giovanni travestito da orso », dice la madre, cercando di calmare la pic­cina. « Sì lo so », singhiozza la piccola Maria, get­tando uno sguardo impaurito dietro di sé; « ma ho paura lo stesso ». Ebbene, simile a questa è la condizione « dell' i per -impressionabile » ipnotizza­to. « Egli sa che si tratta solo di « Giovanni » ma ha paura lo stesso! ». Non è tutto un far credere, ouna finzione, come hanno affermato certi inve­stigatori radicalmente iconoclasti, è per metà reale e per metà irreale. L'ipnotizzato « iper-impressionabile » non è un fachiro od un ingannatore vo­lontario; è un individuo a cui «si fa credere» e le di cui illusioni sembrano reali per metà ed anche  di  più,   per  quanto   talvolta  anche  di  meno, perchè il grado della realtà varia col grado d'im­pressionabilità da un fato e con la vividezza del  l' Immaginazione  Negativa  dall'altro.

Riconciliazione di vedute opposte.

Mi sono occupato piuttosto a fondo dello stato mentale del soggetto ipnotico genuino, perchè le affermazioni di due scuole d'investigatori in ma­teria, sono diametralmente opposte. La vecchia scuola dei mesmerizzatori e degli ipnotizzatori in­siste dicendo che i soggetti sono in condizioni di « vero sonno » e sono assolutamente inconsci di tutto ciò che avviene intorno a loro, fuorché delle proprie illusioni; e che mettono in azione sogni che vengono loro suggeriti. La nuova scuola di « Suggestione » dall'altro lato, asserisce che i sog­getti sono completamente svegli, come di consueto e che si sottomettono semplicemente alla sugge­stione impartita loro, precisamente come farebbero a qualsiasi altra e sono pienamente coscienti di ciò che fanno e « fingono » semplicemente per tutto il tempo, dal principio alla fine, lo credo che la mia teoria o spiegazione porterà alla riconcilia­zione, o fornirà l'anello mancante fra le due ve­dute opposte; ed io credo che incontrerò l'appro­vazione di molti che, come me, hanno avuto l'op­portunità di esaminare questi individui e di pene­trare a fondo la questione. E vero che parecchi di questi soggetti vi diranno che erano pienamente inconsci di ciò  che  stavano  facendo;  ma  ciò dipende dal fatto che in tal modo essi eseguiscono le suggestioni, espresse od implicite, dell'ipnotizza­tore, il quale dice loro che sono « ipnotizzati » e che non sanno niente altro. Una cosa strana ri­guardante questi soggetti, è che ciascuno di essi lì crede di essere stato il solo « mezzo sveglio » e che tutti i suoi compagni fossero « completamente sotto » l'influenza. Ricordatevi adesso, che non voglio parlare delle « condizioni di trans » che ap­partengono ad un'altra fase del soggetto; e nep­pure dei « compari » del palcoscenico, che sono « fachiri » durante tutto il tempo, per quanto contribuiscano molto all'interesse ed all'azione dello spettacolo. La mia descrizione dello stato mentale del soggetto, si riferisce solo ai casi genuini dì iper-impressionabilità nella condizione di « sogno allo stato di veglia ».

Lo spettacolo ipnotico.

Non voglio farvi perder tempo ad ascoltare, né occupare inutilmente dello spazio per descrivere molti tratti caratteristici delle rappresentazioni ip­notiche pubbliche; come per esempio la scena del­la bottega del barbiere, la gita in pallone, il giuoco del «base-ball », l'alveare delle api, la sessione scolastica e mille altre rappresentazioni varie, date dai molti attori ipnotici, alcuni dei quali sono dei veri artisti nel loro campo e manifestano un'abi­lità meravigliosa nel rendere le loro rappresenta­zioni  « interessanti » e molto simili ad uno  spettacolo di varietà. Quasi tutti coloro che leggono queste righe, hanno assistito ad una rappresenta­zione di questa specie e capiranno ciò che intendo dire. Il principio è lo stesso in tutte queste rap­presentazioni. I « compari » e gli « i per-impressio­nabili » accettano le suggestioni e, questi ultimi vengono anche impressionati dall'Immaginazione Positiva dell'ipnotizzatore, che agisce sulla loro Immaginazione Negativa mediante correnti Men­tali per induzione. Ma anche i più sorprendenti e complicati esperimenti non sono altro che combi­nazioni di esperimenti di « Sensazione Indotta », menzionati nel Capitolo IX di questo stesso libro, innalzati ad uno grado superlativo mediante « Im­maginazione Indotta ». Gli esperimenti che vi ho mostrato ed altri simili, sono il materiale da co­struzione usato per costruire gli edifici mesmerici, il di cui stile, la varietà, la decorazione e la sta­bilità dipendono unicamente dall'abilità dell'ope­ratore o dell'impresario. Vi sono molti libri sullo ipnotismo da palcoscenico che danno istruzioni per costruire delle « scene d'effetto ». Si tratta solo di arte scenica piuttosto che di una conoscenza scien­tifica.

L'ipnotizzatore fortunato deve essere un uomo dalla forte abilità suggestiva; deve essere cioè, ca­pace di focalizzare la propria forza nel suo tono di voce, deve avere un'Immaginazione Positiva, forte, attiva ed atta a formare un quadro mentale chiaro e vivido della scena che desidera venga rappresentata sul palcoscenico davanti a lui. Forman­do questo quadro mentale ed impiegando la pro­pria Volontà per proiettare e focalizzare la sua Energia Mentativa sui soggetti, egli può indurre in loro i sentimenti ed i sogni allo stato di veglia da lui desiderati. Il suo successo, come direttore del trattenimento, richiede naturalmente l'abilità di un regista, ecc., per quanto ciò non abbia niente a che fare con la sua capacità come ipnotizza­tore. Se le due qualità sono riunite in lui, egli raggiungerà pure il successo  finanziario.

Esperimenti privati, etc.

Per quanto finora non si sia trattato che di rap­presentazioni pubbliche d'ipnotismo, pure i principi, che vengono posti in azione negli esperimenti psicologici privati, sono i medesimi. In questi ultimi non vi è il pubblico da divertire e viene impiegato molto più tempo a « sviluppare » un soggetto ed a produrre fenomeni interessanti ed i «compari »  sono naturalmente eliminati.



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