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CAPITOLO II.
FASCINAZIONE
MENTALE FRA GLI
ANIMALI.
Già prima che la razza umana fosse evoluta,
la Fascinazione Mentale era istintivamente conosciuta dalle forme inferiori
della vita. Si dice che le cellule, nel sangue di un essere vivente, si
accorgono della loro reciproca presenza a tali distanze, da escludere qualsiasi
« consapevolezza » dei sensi ordinari. Non solo esse riconoscono o «
percepiscono » la presenza le une delle altre, ma sembra che siano attratte
l'uria verso l'altra da qualche forza o fascinazione, che deve agire nel campo
del desiderio e della volontà. Scienziati autorevoli ci dicono che,
perfino gli atomi, manifestano un'attrazione reciproca che varia di grado a
seconda della loro rispettiva natura. E queste stesse autorità ci dicono
pure che tale attrazione opera nel senso di un « desiderio » reciproco e di una
« volontà » che spinge gli uni verso gli altri. Non è forse ragionevole
il supporre che in questa manifestazione istintiva d'Attrazione e nella
risposta all'attrazione stessa fra gli atomi, si trovi il principio elementare della Fascinazione mentale e dell'Attrazione
magnetica in rapporto al fenomeno umano stesso, attraverso ad una lunga
serie di anelli di una grande catena?
Le due fasi. Ma,
lasciando da parte la suddetta questione, possiamo trovare una quantità
di prove fra le forme più evolute degli « animali inferiori ». Fra gli
animali troviamo numerosi esempi del potere « di incantare » o di « affascinare
» ed io ritengo che queste due forme siano solo due varianti della manifestazione
della Fascinazione Mentale, nel senso in cui io uso detto termine e cioè
: « L'azione di una Forza mentale che influenza potentemente la immaginazione,
il desiderio o la volontà altrui ». Questa Fascinazione mentale fra gli
animali si manifesta in due campi, e cioè: 1) nel campo del Desiderio,
operante in direzione della manifestazione del sesso, quale la conquista del
compagno, ecc. ; e 2) nel campo della Volontà, operante nel senso di
soggiogare la preda, per esempio il serpente che « affascina » gli uccelli, la
tigre che « affascina » animali minori, ecc. Questi casi possono essere
ampiamente illustrati e dimostrati; e la storia naturale ci dà
piena autorità di accettarli.
Esempi di Fascinazione animale.
Ho letto recentemente la relazione di un naturalista; egli narra che
trovandosi un giorno in una regione tropicale, osservava un insetto alato che
volava intorno ad uno
scorpione. Dopo un poco
l'insetto si abbassò più volte disperatamente verso lo
scorpione, come animato da un desiderio frenetico di spezzare l'incanto, ma
ben presto lo scorpione lo attirò e se lo divorò. Numerosi
viaggiatori narrano che trovandosi ad un tratto dinanzi ad un leone, ad una
tigre o ad un leopardo, si sentono come se avessero le gambe paralizzate, e
gli occhi dell'animale sembrano esercitare un fascino ed un potere particolare
su di loro. Ho visto un sorcio manifestare la medesima emozione alla presenza
di un gatto o di un altro nemico analogo. D'altra parte, ogni osservatore
avrà notato il meraviglioso potere « affascinante » che esercitano gli
animali sui loro simili del sesso opposto. Se avete osservato qualche volta il
modo di corteggiare degli uccelli durante il periodo dell'amore, avrete acquistato
un vivo senso della realtà de! potere impiegato. Uno degli uccelli, e
può essere tanto il maschio quanto la femmina, sarà visto
nell'atto di « affascinare » od « incantare » quello del sesso opposto, che
starà fermo, con le ali frementi e con un'espressione di abbandono negli
occhi. Se tale attitudine si potesse confrontare con quella che il medesimo
uccello avrebbe di fronte ad un serpente incantatore, si constaterebbe una
somiglianza sorprendente.
Testimonianze scientifiche.
Ho davanti a me un libro scritto nel 1847, che racconta una quantità
di questi esempi sulla Fascinazione mentale fra gli animali inferiori. Ve ne
riporterò alcuni, il più brevemente possibile. Si cita il Prof.
Silliman che narra come un giorno, per attraversare il fiume Hudson a Catskill,
passò da una stretta via fiancheggiata dal fiume da un lato e da
cespugli dall'altro. La sua attenzione fu fu attratta dalla vista di parecchi
uccelli di diversa specie, che volavano avanti e indietro da una parte all'altra
della strada, roteando in modo strano e, pigolando disperatamente, miravano a
un punto particolare di essa. Cercando attentamente il Professore scorse un
enorme serpente nero, metà aggomitolato e metà eretto, che
mostrava una grande animazione, con gli occhi fiammeggianti come il più
luminoso diamante e con la lingua dardeggiarne. Questo serpente era il centro
del movimento degli uccelli. Il Professore aggiunge che, benché il serpente
fosse sparito fra le frasche, impaurito dall'avvicinarsi dell'uomo, gli
uccelli sembravano ancora talmente impietriti che non riuscivano a fuggire e
si posavano sugli arbusti vicini, aspettando evidentemente il riapparire del
loro « incantatore ».
Incantesimo di serpenti.
Il medesimo libro narra l'incidente accaduto ad un
individuo nella Pensilvania; egli vide un enorme serpente nero che stava
affascinando un uccello; questo descriveva dei circoli sempre più
ristretti intorno al serpente, emettendo in pari tempo strida pietose. Stava quasi per cadere nella gola del serpente, quando l'uomo
scacciò quest'ultimo; allora l'uccello spiccò il volo con un
canto di gioia. Si narra pure il caso di uno scoiattolo che correva su e
giù fra un ruscello ed un grosso albero distante pochi metri. Aveva il
pelo irto e dava segni evidenti di spavento e di angoscia. Ricercandone la
causa, si vide la testa ed il collo di un serpente a sonagli, che sporgeva
fuori dal cavo dell'albero e fissava direttamente lo scoiattolo. La
povera bestiuola cessò finalmente la lotta e, cedendo al fascino, si
buttò giù e cadde con la testa vicinissima alla bocca del
serpente. Questo era sul punto d'inghiottirla, quando il suo pasto fu interrotto
dal colpo di frusta dell'osservatore e lo scoiattolo, liberato
dall'incantesimo, fuggì via di corsa.
Esempi interessanti.
Il Dott. Good è ricordato per aver fatto un vero studio sullo
strano potere di fascinazione che i serpenti a sonagli esercitano sui piccoli
animali, come uccelli, scoiattoli, leprotti, etc. Egli narra come questi
animali sembrino incapaci di distogliere lo sguardo dagli occhi del serpente e
che, per quanto lottino apparentemente per fuggire, essi si avvicinano
gradatamente al serpente come spinti verso di lui, o attratti da un potere
superiore al loro istinto naturale. Egli continua ad affermare che l'animale,
strisciando si avvicina sempre
più, finche è attirato nella bocca del serpente che, durante
tutto quel tempo, è rimasta aperta per riceverlo. Anche il Dott. Barrow
narra molti casi simili conosciuti dai contadini di tutto il mondo. Valliant,
il viaggiatore Africano, racconta di aver veduto una gazza marina affascinata a
distanza da un grosso serpente, i cui occhi ardenti e la cui bocca aperta si
avvicinavano grado a grado all'uccello, che tremava convulsivamente ed
emetteva strida acute ed angosciose. Il viaggiatore uccise il serpente; ma,
quando andò per raccogliere l'uccello, lo trovò morto, forse di
paura, oppure ucciso dal potere del serpente, od anche dal violento spezzarsi
dell'incanto. Egli misurò la distanza fra il serpente e l'uccello: era
di tre piedi e mezzo.
Racconti strani.
In uno dei primi rapporti della Società Filosofica, si racconta un
caso in cui, per fare un esperimento, un topo venne posto in una gabbia insieme
ad una vipera. Da principio il topo sembrava agitatissimo, ma questo stato fu
seguito da quello del fascino ed il piccolo animale cominciò ad avvicinarsi
pian piano alla vipera, che stava immota, con la gola spalancata e gli occhi
scintillanti, finché entrò effettivamente nella gola stessa e fu divorato.
Bruse, il viaggiatore Africano, racconta che gli indigeni di una
tribù interna, sembra siano protetti per natura contro i morsi degli
scorpioni e
delle vipere. Essi tengono in mano, senza alcun timore, questi animali che
sembrano privi del loro usuale potere di resistenza. Appena vengono toccati da
questi indigeni, sembrano divenire impotenti e talvolta, sono così
esauriti da questo invisibile potere di fascinazione che muoiono poco dopo.
Egli dice : « Io ho osservato costantemente che la vipera, appena afferrata da
uno di quei selvaggi, sembra colpita da malore e debolezza e spesso chiude
gli occhi e non morderebbe mai il bracchi© che la tiene, per quanto
antecedentemente fosse piena di vita ».
« Incantatore di serpenti ».
Ho veduto personalmente un caso analogo. Da fanciullo, in Maryland, conobbi
un contadino, che era chiamato « l'incantatore di serpenti ». Non mi è
mai riuscito di scoprire come facesse, ma certo egli esercitava una specie
d'influenza sui serpenti, compresi quelli velenosi, che rimanevano come
affascinati dinanzi a lui, fino a che, con un rapido movimento, egli li
afferrava per il collo con la mano nuda. Generalmente quest'uomo portava con sé
alcuni piccoli serpenti per compagnia. Essi sembravano molto soddisfatti e,
quando il contadino parlava con qualcuno, sporgevano la testa fuori dalla sua
tasca, per vedere chi c'era. I negri della fattoria
avevano un terrore mortale di quest'uomo e preferivano fare delle miglia
piuttosto che passare davanti a casa
sua.
Fascinazione di animali feroci.
Vi sono indubbiamente degli individui che hanno il potere d'incantare gli
animali, cani e bestie feroci, ad un grado variabile. Molti hanno certamente
conosciuto qualche individuo capace di « incantare », come per magia, i
cavalli più indomiti. Ho letto il caso di alcuni ladri notturni capaci
di acquietare i più feroci cani da guardia. Lo scrittore svedere
Lindecrantz, narra che certi Lapponi posseggono il potere di affascinare i
cani, ad un grado tale da intimorire anche quelli più selvaggi,
facendoli fuggire, tremendamente impauriti. Molti dei miei lettori avranno
sentito parlare dei così detti « bisbigliatori » di cavalli, che si
trovano un po' da per tutto in questo paese. Essi si fanno chiudere in una
stalla insieme ad un fiero ed indomito cavallo e, col loro semplice « bisbiglio
», giungono a domarlo completamente e renderlo passivo alla loro volontà.
Incantato da un serpente.
Sono pure riferiti casi in cui esseri umani subirono « l'incantesimo » di
un serpente e narrarono poi la loro esperienza. Uno fra questi, racconta che
mentre stava passeggiando nel suo giardino, si trovò ad un tratto
davanti ad un serpente i cui occhi luccicavano in un modo speciale. Rimase affascinato,
come per un incanto, incapace di distogliere gli occhi da quelli dell'animale.
Come egli affermò poi, gli sembrava che il serpente crescesse continuamente ed assumesse in rapida successione, diversi colori
brillanti. Fu colto come da vertigini e sarebbe caduto accanto al serpente, se,
in quel momento, sua moglie non si fosse avvicinata a lui e, abbracciandolo,
non avesse rotto l'incantesimo. Si narra pure di un individuo che fu trovato
dal suo compagno, fermo in mezzo di strada, con gli occhi fissi intensamente
in quelli di un grosso serpente a sonagli che, con la testa eretta lo fissava
con occhi scintillanti. L'uomo era piegato verso il serpente e sarebbe caduto
fra le sue spire. Intanto si lamentava debolmente, ma pietosamente, dicendo:
<<Mi morderà!» << Mi ucciderà! » <<Certamente
che ti ucciderà», gridò il suo amico, ce perchè non fuggi?
Perchè rimani costì? ». Ma l'altro sembrava completamente
impietrito e non poteva rispondere. Finalmente il suo compagno afferrò
un bastone e colpi il serpente che strisciò via sibilando. L'affascinato
rimase sconvolto per parecchie ore.
Un'esperienza personale.
Quando ero ragazzo mi trovai io pure in un caso simile, benché non tanto
grave. Camminando un giorno sotto gli alberi di un boschetto appartenente a
mio nonno, mi sentii forzato a guardare intensamente un serpente lungo circa
due piedi ed i cui occhi rilucevano come grossi diamanti. Non vidi più
niente, all'infuori di quei terribili occhi che brillavano e mostravano
tutti i loro colori prismatici al mio sguardo terrorizzato. Non durò che un istante
per fortuna, perchè il serpente strisciò via, apparentemente
ansioso quanto me, di allontanarsi. Non saprei dire se sarei stato capace di
spezzare l'incanto da me stesso, se il serpente non se ne fosse andato
Ciò che io ricordo adesso, dopo trentacinque anni, è che non ebbi
alcun senso di paura dopo la prima impressione e non provai altra
emozione, all'infuori di una grande meraviglia e stupore, derivati
da ciò che avevo veduto in
quegli occhi.
Una forza elementale.
Ma ho parlato abbastanza riguardo alla manifestazione della Fascinazione
mentale fra gli animali inferiori. Si trovano molti esempi interessanti di
questa specie, nelle pagine dei libri che trattano della vita degli animali, e
quasi tulli coloro che hanno vissuto nelle foreste o fra i selvaggi, sono
stati testimoni di avventure analoghe che possono illustrare questo fatto. Ho
menzionato queste caratteristiche soltanto allo scopo di dimostrare che si
tratta di un principio naturale generale, che si manifesta attraverso a tutta
la vita; questo libro però si occupa solo della manifestazione di
questa forza fra gli uomini. Concludendo questo capitolo, voglio richiamare
l'attenzione dei lettori sulla somiglianza che si riscontra nella
manifestazione di questa forza, tanto fra gli animali che fra gli uomini.
Gli animali adoperano questa forza per due scopi. « cioè per conquistarsi un compagno e cattucare la
preda. E a che scopo la usano
gli esseri umani? Per le
medesime ragioni! Sì, io lo affermo,per quanto possa sembrare strano. Il fascino usato per attrarre un individuo
del sesso opposto, forse affine all'affascinamento sessuale che si
osserva fra gli uccelli e gli altri
animali? E l'uso della fascinazione allo scopo d'influenzare altri
esseri umani nel campo degli affari, o degli interessi
personali, non è affine
forse « all'incantesimo » degli
animali selvaggi, dei serpenti, etc. assicurarsi la preda? Voi vedrete che l'evoluzione cambia
semplicemente il modo di adoperare questa
od altra qualità
naturale, ma che il potere( forza
o potere), rimane il medesimo sotto a lutti
i cambiamenti. Non è
dunque della massima importanza per noi,
di comprendere, studiare
e proteggerci contro l'uso
di una simile
forza elementale, che si manifesta in tutti i piani della vita,dal piu basso
al più elevato?
Io lo affermo energicamenta.
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